Mettiamoci tutti in gioco

 

gioco azzardo

La consulta sprona la politica vogherese

Il sequestro di macchinette clonate a Voghera è l’ennesimo segnale che dimostra che, anche nella nostra città, ci dobbiamo tutti “mettere in gioco” per contrastare il fenomeno del gioco d’azzardo.

A volte mi fermo a pensare e fatico a capire: l’esercito dell’azzardo, anche clandestino, continua imperterrito la sua corsa senza occuparsi di tutto quello che gli sta attorno, o forse occupandosi (o preoccupandosi) solo di quello che entra nei suoi unici interessi. Non importa l’etica o la morale, quello che conta è il business, fare soldi. Il gioco d’azzardo (di massa e non) produce ricchezza. Non solo la pervasività dei nuovi giochi a moneta rischia di compromettere destinazione e natura di luoghi da sempre ritenuti primariamente d’incontro (i bar, le osterie, sale di attesa) ma rischia di compromettere la solidità familiare. In contesti perduranti di crisi e oltre limiti di fruizione e accesso che nel corso degli anni si sono sempre più assottigliati, questo gioco produce, quindi, non solo dipendenze e disvalori, ma vere e proprie diseconomie.

Un fenomeno che va a colpire in particolare la fasce già a rischio fragilità come gli anziani e i giovani.

Non possiamo più ignorare la voce delle persone e delle famiglie che si rivolgono alle strutture sociali per chiedere aiuto per affrontare questa nuova piaga sociale! Molti sono i vogheresi che ci aiutano a sostenere questa battaglia, tanti i giovani, ma molti sono ancora quelli che si sentono soli. Molte le donne che lottano per farsi sentire e trovare risposte, molti i figli che all’interno delle loro famiglie non trovano quel nido di tranquillità che cercano, ma solo arrabbiature e conflitti.

Il gioco ha una sua funzione di speranza, che se spinta come oggi all’eccesso, un eccesso di sistema, è bene ribadirlo, mina l’etica del lavoro e della condivisione, a tutto vantaggio di un etica dell’affidamento.

Si confida nel caso, si confida nella sorte, si perde fiducia negli altri e le comunità si disgregano se non si pone rimedio.

Auspico quindi, prima di ogni proposta nel merito, una presa di coscienza del problema da parte delle autorità e delle forze politiche che vivono, lavorano e operano nella nostra città. E’ il momento che questa nuova forma di disagio venga presa, seriamente, in considerazione.

 

Moreno Baggini

Un commento su “Mettiamoci tutti in gioco”

  1. Senza considerare che i software che fanno funzionare queste “macchinette” sono programmati per fare vincere il banco. pagheranno si e no un decimo di quello che incassano (se va bene) ..e intanto a Voghera le sale da gioco spuntano come funghi..

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